1

Raccontare è una funzione biologica dell’uomo
– Piano del Valasco –

 

I sogni sono storielle che noi,
senza neanche volerlo, ci inventiamo per allenarci alle probabili situazioni della vita:
questo è il fisiologico bisogno che l’uomo ha fin dai tempi antichi di raccontare;
ma io, prima di partire, ancora non lo sapevo, me lo avrebbe insegnato Raffaele più avanti.
Per me i sogni, erano solo sogni ed è per questo che non potevano esistere e io,
io che vivevo nei miei sogni, di certo non potevo essere diversa da loro.

Avendo quindi un po’ chiaro solo il fatto di non essere,
sono partita una mattina come tutte le altre in cui mi sentivo più abbandonata
da quei tutti di cui non avrei saputo fare i nomi.

Sono partita, e quando sono arrivata mi è sembrato davvero di non esserci;
ma visto che questa sensazione per nulla mi era nuova avevo già deciso di essere a modo mio.
Non sapendo cosa dire, allora, stavo zitta e si sa, quando non ci sono le parole
iniziano i sogni ed i pensieri.

Così, senza fretta, iniziavo il mio cammino.

Avrei forse dovuto avere lo scopo di essere,
ma non mi importava più e fu nel momento in cui rimasi da sola a scrivere
che decisi di prenderla così; senza obbligarmi ad essere simpatica,
senza obbligarmi ad uscire dal mio sogno.

 

2

Un libro è una storia di tempo e di solitudine
– Lago del Claus –

 

Fin da subito era  iniziato lo spettacolo:
gente qui attorno si aggirava, fuori posto, con una chitarra in mano.

E sentivo un po’ le note suonare da lontano.

Già il primo giorno mi accorsi con che gente ero capitata:
bravi, bravissimi illustratori di situazioni e sentimenti mi circondavano
e stavano così bene nel mio sogno e nel sogno delle Alpi Marittime.

 

3

Devi sapere tutto dei tuoi personaggi
– Rifugio Questa –

 

Poi certo, è ovvio, c’erano loro, le montagne, le Alpi del mare a tenerci compagnia.
Loro ci circondavano e si poteva sentirsi liberi, si poteva parlare con loro
o dedicare loro una canzone.

E c’erano Roberto e Laura a spiegarci la loro storia e le loro leggende,
così che potevamo conoscerle, rispettarle, ammirarle in tutta la loro grandezza,
camminargli a fianco sentendole vicine e compresive nei confronti di una armata di gente strana
che si accingeva a raccontare di loro.

Iniziavamo velocemente a trasformarci da una semplice armata ad un’armata di amici
e il sentimento di essere coinvolta in un gruppo mi piaceva molto.

 

4

Raccontare fa di tante persone una persona soltanto
– Bivacco Guiglia –

 

Già ammirando il paessaggio e la strada  percorsa mi sentivo libera e tranquilla come ci si sente poche volte,
e non potevo fare a meno di ammettere che Raffaele, Carlotta, Paolo, Marco, Laura e Roberto
stavano entrando miracolosamente nel mio sogno arricchendolo di particolari divertenti
e di saggi consigli che annotavo per poter essere sicura di tenere per sempre.

Certo non potevo escludere le Alpi che erano muse protettrici di eventi,
luoghi e persone che avrei voluto mettere nell’archivio dei miei migliori ricordi.

 

5

Devi abituarti ai tempi, la narrazione ora deve essere veloce
– Pian della Casa –

 

Io, già da molto, amavo le montagne ma ora, ora era il momento di capirle.
Se per tanto tempo mentre distrutta dalla fatica le avevo attraversate veloce,
mentre sentivo Carlot-ta suonare le ammiravo davvero e le amavo.

E loro come Dei vegliavano su di noi,
rocciose, distanti e invece così vicine.

 

6

Mentre scrivi sei Dio
– Terme di Valdieri –

 

Così sognavo
ma finalmente nel mio sogno non c’ero più solo io.

Salivamo piano e finalmente all’ombra, verso il rifugio Morelli ed ero tranquilla;
la tranquillità è la sensazione più complicata da raggiungere perché è fragile,
fragilissima un piccolo pensiero lontano la può distruggere facilmente
ma questo trasmettono le alte montagne vicino al mare;
come supereroi salvano le persone dal caos, dai pensieri.

 

7

Scrivi per dire la tua a modo tuo
– Gias dei Lagarot –

 

La nebbia ci raggiunse dopo,
silenziosa e fiera ci avvolgeva mentre i discorsi da artisti mi erano ormai diventati familiari.

 

8

Puoi creare personaggi e sbattergli addosso i tuoi sentimenti
– Rifugio Morelli-Buzzi –

 

Sarà stata forse la nebbia che aveva nascosto tutto per poi rimostrarcelo identico a prima,
saranno state le arti che attraverso sensazioni spiegano la realtà o saranno state le montagne
che da milioni di anni cambiano molto, ma, in fondo rimangono sempre montagne…
in questo viaggio ho imparato che la realtà esiste, esiste come tu vuoi che sia;
esiste come esistono le montagne e come esistono i sogni.

 

9

Una storia è una narrazione in tre atti
– Rifugio Genova –

 

Grazie Raffaele per i tuoi consigli,
grazie per avermi insegnato cosa vuol dire scrivere, grazie per le tue lezioni.

Grazie Carlotta, grazie Marco, grazie Paolo e grazie Alessio
per avermi fatto capire e sentire le montagne perché mi avete insegnato molto,
perché è stato un onore poter viaggiare con voi e vedere come lavorate.

Grazie Roberto e Laura per averci raccontato le Alpi Marittime.

Grazie montagne del mare per la compagnia, la protezione e le sensazioni.

 

10

Il racconto deve essere interessante
– Rifugio Ellena-Soria –